mercoledì 10 giugno 2009

L'importanza dell'Earning Per Share (EPS)

Un criterio fondamentale dell’attitudine dell’impresa a produrre reddito è costituito dall’Utile Per Azione. Dalle nostre analisi effettuate nel mercato italiano, la maggior parte delle azioni che hanno presentato una intensa crescita dei prezzi presentavano una variazione annuale trimestre/trimestre dell’Earning Per Share (Utile Per Azione) altamente positiva. Studiando i titoli “top performer” dal 2000 al 2008 (9 anni) è stato notato come molte società, prima di avere un sensibile incremento nel valore del titolo, hanno presentato, nei periodi precedenti, un consistente aumento percentuale degli EPS trimestrali/annuali rispetto allo stesso trimestre/anno precedente, mentre altre che hanno degli EPS in lieve crescita, hanno avuto una performance del titolo in borsa positivo ma meno consistente. Sembra quindi esistere una correlazione tra crescita dell’EPS e performance del titolo in borsa.

L’utile per azione viene calcolato rapportando l’utile netto al numero medio di azioni circolanti.
EPS = (Utile netto / Numero medio azioni circolanti nell’anno) * 100

martedì 9 giugno 2009

Letture consigliate: "Far soldi in borsa alla maniera di Warren Buffett"

Il libro é scritto da Robert G. Hagstrom Jr, un professionista degli investimenti, ma anche uno studioso di Warren Buffett e della sua filosofia di investimento. Il testo descrive in maniera chiara la storia di Warren Buffett e soprattutto le sue tecniche di stock picking che rappresentano la vera e propria essenza della sua filosofia di investimento basata sul BUY and HOLD. I suoi principi vengono distinti tra quelli relativi all’azienda, al management, agli aspetti finanziari e quelli relativi al mercato. Buffett è una persona onesta e nel libro non manca la descrizione dei suoi insuccessi di cui però ha fatto tesoro per non ricadere negli errori del passato. E’ un libro che tutti quelli che si occupano di investimenti dovrebbero leggere perché, che si condivida o no la filosofia di Warren Buffett, per lui parlano i risultati. E’ il secondo uomo più ricco del mondo dopo Bill Gates e la sua finanziaria, la Berkshire Hathaway, a Wall Street ha fatto registrare negli anni, risultati spettacolari. Buona lettura.

Autore: Robert J. Hagstrom Jr
Titolo: Far $oldi in borsa alla maniera di Warren Buffett
Editore: Sperling & Kupfer Editori
Anno: 1996

lunedì 8 giugno 2009

I pregi dei trading system "trend following"

Il maggior pregio dei trading system “trend following” (break-out o medie mobili) è che un sistema basato su questa filosofia vi terrà nel mercato fino a che non vi è un segnale che la tendenza primaria in corso non sia terminata. E’ preferibile quindi non porre mai un limite ai profitti con la fissazione di un take-profit a priori. A volte succede che una ricerca storica su un certo titolo porta alla conclusione, che, per esempio, ogni volta che quel titolo avanza del 15%, si può uscire dalla posizione perché il mercato non si era mai mosso al rialzo in misura superiore a tale valore. Questa è però una conclusione errata perché al primo movimento consistente al rialzo, se si utilizza questa logica, da quel titolo si è fuori, mentre invece questo continua a guadagnare. Non è una sensazione piacevole. Un efficiente sistema trend following invece vi tiene dentro per tutto il rialzo fino a che questo non è terminato

venerdì 5 giugno 2009

Trading e “Darwinismo”

“Non è la specie più forte a sopravvivere, né la più intelligente, ma quella che meglio si adatta al cambiamento”. Charles Darwin

E’ così anche nella difficile professione del trading. O si fa tesoro dagli errori del passato o si viene eliminati dal mercato. Gli inglesi dicono “wiped out”. I mercati finanziari sono spietati. Fare trading è darwinismo. Solo i più abili sopravvivono. Molti altri, prima o poi, travolti dagli eventi, spariscono. Fate tesoro dai vostri errori.

giovedì 4 giugno 2009

ENEL. Dividendi e performance azionaria

Negli ultimi anni il titolo ENEL è passato dai 6,530 euro del marzo 2002 agli attuali 3,640 euro (chiusura di ieri). La performance totale del titolo (dividendi esclusi) è del -35,88%.

I dividendi che ENEL ha distribuito agli azionisti, dal 2002 al 2009, sono elencati nella tabella di cui sopra. Il totale è di 3,870 euro in 7 anni.

Se calcoliamo anche i dividendi quindi la performance totale del titolo ENEL in 7 anni è del +15,01%, più o meno il 2% l’anno. Una performance non certo brillante ma sicuramente migliore di molti altri titoli quotati nella Borsa Italiana.

Dall’ultimo campo sulla destra della tabella si evince che ENEL stacca dividendi molto corposi ma, al contrario di come pensano molti investitori, un alto rapporto DIVIDENDO / PREZZO non è certo un indicatore efficiente per scegliere un titolo.

William O’Neil, uno dei trader più famosi per le sue tecniche di “stock picking”, sul tema dei dividendi è stato molto chiaro.

mercoledì 3 giugno 2009

ENEL: Dati di bilancio e KPI

Questi sono alcuni dati di bilancio che ha fatto registrare il titolo ENEL negli ultimi 5 anni. Come si può vedere dalla tabella il Fatturato è in crescita costante e l’Utile di esercizio è sempre stato in crescita se si esclude l’anno 2006.

Tra i KPI (Key Performance Indicator), i valori dell’EPS (Earning Per Share = Utile di Esercizio / Numero Medio di Azioni circolanti) sono molto buoni in termini assoluti ed in crescita di oltre il 30% negli ultimi 2 anni. Nel 2008 l’EPS ha raggiunto un valore record di 85,56.

I valori del ROE sono molto buoni in termini assoluti. Nel 2008 il ROE ha raggiunto un valore record di 22,95 con una crescita rispetto all’anno precedente del +29,57%.

L'ultimo valore della tabella sulla destra é la performance di borsa, in termini percentuali, del titolo ENEL nei 5 anni oggetto di analisi (dividendi esclusi).

Nei prossimi giorni verranno analizzati anche i dividendi del titolo ENEL.

martedì 2 giugno 2009

Borsa. La selezione delle azioni

The first step in learning to pick stock market winners is for you to examine leading winners of the past to learn all the characteristics of the most successful stocks. You will learn from this observation what type of price patterns these stocks developed just before their spectacular price advances”. Tratto dal libro “How make money in Stocks” di William O’Neil.

Il primo passo nell’imparare a selezionare le azioni vincenti é quello di esaminare i titoli che si sono dimostrati in passato “leader assoluti” per capire tutte le caratteristiche dei titoli che hanno fatto registrare le più brillanti performance in borsa. Da questa analisi si impareranno quali tipo di configurazioni di prezzo queste azioni hanno realizzato immediatamente prima delle loro spettacolare crescita di prezzo.

Trading is hard work” ma, come dice Vince Lombardi, un allenatore di football NFL che vinse 5 campionati in 9 anni, "the dictionary is the only place that “success” comes before “work”.

Il duro lavoro è la condizione necessaria, ma non sufficiente, per il successo. Questo vale in qualsiasi campo nella vita e la borsa non fa eccezione.

lunedì 1 giugno 2009

FIAT: Dati di bilancio e KPI


Questi sono alcuni Dati di bilancio del titolo FIAT: Fatturato e Utile di Esercizio degli ultimi 5 anni con le relative variazioni percentuali.

Come KPI (Key Performance Indicator) vengono indicati anche i valori di EPS (Earning Per Share = Utile di Esercizio / Numero Medio di Azioni circolanti) e ROE (Return On Equity = Utile Netto / Patrimonio Netto)

L'ultimo valore é la performance di borsa, in termini percentuali, del titolo FIAT in borsa nei 5 anni oggetto di analisi.

sabato 30 maggio 2009

Borsa Italiana. Un Risanamento difficile

Il Cav. Luigi Zunino detiene, attraverso le sue società (Nuova Parva, Tradim e Zunino Investimenti Italia), il 73,438% del capitale sociale della società RISANAMENTO S.p.A., titolo quotato al Midex.

Il bilancio 2008 si é chiuso con una perdita netta di 213,7 milioni di euro a livello di gruppo e di 89,5 milioni a livello di società RISANAMENTO.

Il 2009 non è iniziato meglio. Il primo trimestre si è chiuso con una perdita di -49,9 milioni di euro rispetto ai -39,2 milioni realizzati nello stesso periodo del 2008. Il valore della produzione e' sceso da 48,2 a 25,3 milioni.

Tra il Gennaio 2007 e il Maggio 2009 in borsa il titolo RISANAMENTO ha fatto registrare una perdita del -94%. Per risalire ai valori di inizio 2007 il titolo RISANAMENTO dovrà crescere del +1.566%. Avete letto bene: millecinquecentosessantasei per cento (vedi formula percentuale di recupero del capitale). La possibilità che questo succeda è molto bassa. Lo scorso 30 aprile, durante l'assemblea dei soci, Luigi Zunino ha proposto di ridursi lo stipendio da 4,7 milioni di euro a circa 900mila euro. Una magra consolazione per i piccoli azionisti di RISANAMENTO.

Non aspettate che i titoli risalgano. Imparate a tagliare le perdite per tempo perché se raggiungono queste dimensioni diventa impossibile recuperarle.

venerdì 29 maggio 2009

Borsa italiana: Titoli sopravvalutati e sottovalutati (Maggio 2009)

Come ogni mese, sulla base dei dati disponibili, pubblichiamo un breve resoconto relativo ai titoli sopravvalutati o sottovalutati della Borsa Italiana tra quelli presenti nell’indice S&P MIB o nel MIDEX. Il criterio di analisi è quello costituito dal rapporto tra la capitalizzazione (prezzo * numero di azioni circolanti) e il patrimonio netto (valore a bilancio al 31 dicembre 2008).

I risultati sono ordinati in ordine decrescente nella tabella sopraindicata. Il titolo più sottovalutato è ITALMOBILIARE dove, a fronte di una capitalizzazione di 593,3 mln di euro, c’é un patrimonio netto di circa 5,4 mld di euro. In pratica la capitalizzazione è circa 1/10 del patrimonio netto. Seguono SAFILO GROUP e ITALCEMENTI. Poi un titolo assicurativo come UNIPOL. Per ultimo un titolo bancario come BANCO POPOLARE con un rapporto tra capitalizzazione e patrimonio netto di 37,44. In pratica la capitalizzazione di borsa è pari a circa 1/3 del patrimonio netto.

Il titolo più sopravvalutato è TISCALI, la società di telecomunicazioni, con una capitalizzazione che vale circa 20 volte il patrimonio netto, quindi AZIMUT, GEOX e BANCA GENERALI. Chiude la classifica MEDIOLANUM, un titolo assicurativo che presenta una capitalizzazione pari a circa 3,1 volte il patrimonio netto.

giovedì 28 maggio 2009

Sugli analisti finanziari (2)

"Ci dovrebbe essere qualche esame professionale per questi analisti finanziari. Il più delle volte essi parlano con il loro fondo schiena"

Alan Sugar, fondatore e Presidente della Amstrad società che ha venduto nel 2007. The Amstrad Story di David Thomas, 1990

mercoledì 27 maggio 2009

Letture consigliate: “How to make money in stocks”

In questo testo William O’Neil illustra la sua metodologia di trading basata sul CANSLIM, una particolare tecnica di “stock picking”. O’Neil dopo aver analizzato le azioni che hanno fatto registrare i maggiori incrementi di prezzo, ha constatato che questi titoli presentano alcune caratteristiche in comune. Da qui il suo metodo che da allora ha seguito per la selezione dei titoli del suo portafoglio:

C = Current Quarterly Earning per Share. Gli utili per azione registrati in un trimestre devono essere superiori di un 18-20% rispetto a quelli del trimestre dello stesso periodo nell’esercizio precedente.

A = Annual Earning per Share Increases. Gli utili per azione registrati in un anno devono essere superiori di un 20-25% rispetto a quelli dell’anno precedente per un periodo di almeno 4-5 anni.

N = New (Product, Management, Highs). La società deve registrare una grande novità: commercializzazione di un prodotto altamente innovativo, presenza di un nuovo management, quotazioni di borsa che fanno registrare un nuovo massimo rispetto alle quotazioni dell’anno precedente.

S = Supply and Demand. Società che hanno una bassa capitalizzazione ma un’alta percentuale di azioni possedute dal top management.

L = Leader or Laggard. Forza relativa crescente e comunque superiore a 80 (significa che un titolo ha performato meglio dell’80% dei titoli che fanno parte dell’indice di riferimento).

I = Institutional Sponsorship. Presenza di investitori istituzionali tra coloro che abbiano acquistato titoli nell’anno precedente.

M = Market Direction. Non acquistare il titolo se il mercato sta facendo registrare una tendenza negativa.

Un'intervista a William O'Neil si può trovare anche nel libro "Market Wizard"

martedì 26 maggio 2009

Borsa. A proposito dei dividendi

In questo periodo molte società distribuiscono il dividendo. Su questo argomento ci sono molti falsi miti. Riporto il pensiero di William O’Neil, un trader di successo che si occupa esclusivamente di “stock picking” sui mercati USA, che ha illustrato il suo pensiero in un libro: “How to make money in stocks”. In un’intervista pubblicata su “Market Wizard” sostiene:

“Non c’è alcuna correlazione tra lo stacco dei dividendi e la performance di un titolo azionario. Infatti, tanto più alto è l’importo pagato per i dividendi, tanto più deboli saranno le potenzialità di una società, dato che questa dovrà pagare interessi più alti (alle banche) per rimpiazzare i fondi distribuiti per i dividendi. E’ da ingenui tenere azioni di società che stanno andando giù (in borsa) perché queste pagano buoni dividendi. Se un investitore incassa il 4% derivante dai dividendi e l’azione è andata giù del 25%, (l’investitore) avrà una perdita netta del 21%”.

Attenzione quindi ad acquistare un’azione solo perché quella società distribuisce buoni dividendi. Abbiamo raccontato di recente in un post su come molti comuni investitori considerino i dividendi quando devono effettuare una scelta di investimento.

La società di Warren Buffet, la Berkshire Hathaway, non distribuisce dividendi ma ha una performance borsistica impressionante.

lunedì 25 maggio 2009

Investimenti di lungo termine in Est Europa

Ho letto di recente, con molto stupore, una brochure distribuita da una società svedese di asset management (la chiameremo XXX) specializzata negli investimenti nei mercati azionari dell’Est Europa. La brochure contiene le performance di tre fondi di investimento. Mi ha colpito molto la dicitura relativa alla strategia di investimento: “The fund’s investment philosophy is based on a long-term perspective, fundamental analysis and active stock picking”.

Il primo fondo di investimento, specializzato negli investimenti sui mercati azionari dei paesi dell’Est Europa (Russia esclusa), ha perso negli ultimi due anni circa il -60%, facendo registrare una performance peggiore di quella dell’indice di riferimento.
Il secondo prodotto, specializzato negli investimenti sul mercato azionario della Russia, ha perso negli ultimi due anni circa il -70%, facendo registrare una performance peggiore di quella dell’indice di riferimento.
Il terzo fondo di investimento, specializzato negli investimenti sul mercato azionario di tutta l’Europa dell’Est, ha perso nell’ultimo anno e mezzo circa il -60%, facendo registrare una performance simile a quella dell’indice di riferimento.

Per queste “brillanti” performance, basate su “prospettive di lungo termine”, la società XXX incassa, oltre ad una salata commissione di sottoscrizione, una management fees del 2% dagli investitori istituzionali e del 2,5% dalla clientela retail. Complimenti a questi “efficienti” gestori.

Di "lungo termine contrapposto al breve termine" abbiamo già parlato diverse volte ma é sempre bene ribadire il concetto.

PS – Faccio riferimento alla tabella della percentuale di recupero per illustrare meglio, agli incauti risparmiatori, di quanto devono crescere questi fondi per recuperare le pesanti perdite accumulate.

venerdì 22 maggio 2009

Strategia High Risk: Profitto e DrawDown


Caratteristiche
Data inizio: 01-Mar-2002
Data fine: 15-Mag-2009
Numero titoli: 20
Massimo numero operazioni in cui viene ripartito il capitale: 10
Peso del titolo: min 20 – Max 150 (variabile a seconda delle condizioni di mercato)
Percentuale reinvestimento utili: 100%

Risultati
Profitto totale: +308,20%
MaxDrawDown: -73,43%
Profitto annuo: +42,69%

Nello stesso periodo l’indice S&P Mib della Borsa italiana ha avuto una performance del -35,44%.
Le altre due strategie:
- Low Risk;
- Medium Risk;

giovedì 21 maggio 2009

Strategia Medium Risk: Profitto e DrawDown


Caratteristiche
Data inizio: 01-Mar-2002
Data fine: 15-Mag-2009
Numero titoli: 20
Massimo numero operazioni in cui viene ripartito il capitale: 15
Peso del titolo: min 20 – Max 150 (variabile a seconda delle condizioni di mercato)
Percentuale reinvestimento utili: 50%

Risultati
Profitto totale: +216,28%
MaxDrawDown: -24,81%
Profitto annuo: +29,96%

Nello stesso periodo l’indice S&P Mib della Borsa italiana ha avuto una performance del -35,44%.
Le altre due strategie:
- Low Risk;
- High Risk;

mercoledì 20 maggio 2009

Strategia Low Risk: Profitto e DrawDown


Caratteristiche
Data inizio: 01-Mar-2002
Data fine: 15-Mag-2009
Numero titoli: 20
Massimo numero operazioni in cui viene ripartito il capitale: 20
Peso del titolo: min 20 – Max 150 (variabile a seconda delle condizioni di mercato)
Percentuale reinvestimento utili: 0%

Risultati
Profitto totale: +127,46%
MaxDrawDown: -9,40%
Profitto annuo: +17,66%

Nello stesso periodo l’indice S&P Mib della Borsa italiana ha avuto una performance del -35,44%.
Le altre due strategie:
- Medium Risk;
- High Risk;

martedì 19 maggio 2009

Borsa. Simulazioni di strategie

Dopo aver descritto quelli che sono gli elementi principali per la realizzazione un trading system profittevole, basato sulle quattro regole regine che costituiscono i cardini delle nostra filosofia, pubblichiamo ora i risultati delle simulazioni di tre diverse strategie.

Questi sono gli elementi che abbiamo utilizzato:

Il periodo di riferimento per la simulazione inizia il 1 marzo 2002 e termina il 15 maggio 2009.

Il portafoglio è composto di 20 titoli, tutti selezionati all’interno dell’S&P Mib o del Midex. Si tratta di azioni molto liquide e quotate in euro. I titoli sono i seguenti: Geox, Saipem, Beni Stabili, Autogrill, Bulgari, Buzzi Unicem, Davide Campari, Snam Rete Gas, Finmeccanica, Luxottica Group, Acea, Milano Ass, Intesa Sanpaolo, Credito Valtell, Banca Mps, Generali, Mediobanca, Italmobiliare, Tod'S, Fiat.

Il massimo numero di operazioni in cui viene ripartito il capitale investito varia da 10 al numero massimo di titoli che compongono il portafoglio: in questo caso 20.

Il “peso” del titolo che viene utilizzato in ogni operazione di trading è variabile a seconda della situazione di mercato e viene calcolato da un algoritmo che consente di “aumentare” il peso se l’ultima operazione su quel titolo è stata un guadagno o di “diminuire” il peso se l’ultima operazione su quel titolo è stata una perdita. Il “peso” minimo di un titolo comunque non è mai inferiore a 20 o superiore a 150.

La percentuale di reinvestimento degli utili impiegata nelle operazioni successive va da un minimo dello zero (non viene effettuato alcun reinvestimento degli utili accumulati) ad un massimo del 100% (tutti gli utili accumulati vengono reinvestiti nelle operazioni successive.

Queste sono le caratteristiche che contraddistinguono le tre strategie di portafoglio:

Strategia “Low Risk”
Data inizio: 01-Mar-2002
Data fine: 15-Mag-2009
Numero titoli: 20
Massimo numero operazioni in cui viene ripartito il capitale: 20
Peso del titolo: min 20 – Max 150 (variabile a seconda delle condizioni di mercato)
Percentuale reinvestimento utili: 0%

Strategia “Medium Risk”
Data inizio: 01-Mar-2002
Data fine: 15-Mag-2009
Numero titoli: 20
Massimo numero operazioni in cui viene ripartito il capitale: 15
Peso del titolo: min 20 – Max 150 (variabile a seconda delle condizioni di mercato)
Percentuale reinvestimento utili: 50%

Strategia “High Risk”
Data inizio: 01-Mar-2002
Data fine: 15-Mag-2009
Numero titoli: 20
Massimo numero operazioni in cui viene ripartito il capitale: 10
Peso del titolo: min 20 – Max 150 (variabile a seconda delle condizioni di mercato)
Percentuale reinvestimento utili: 100%

Nei prossimi 3 giorni verranno pubblicati i risultati delle tre strategie in termini di Profitto e DrawDown.

lunedì 18 maggio 2009

Seguire la tendenza: AMPLIFON

AMPLIFON è un'azienda farmaceutica distributrice di apparecchi acustici. Fondata nel 1950 da Algernon Charles Holland è quotata dal 2001 alla Borsa di Milano all’interno del settore Midex, l’indice che raggruppa i titoli a media capitalizzazione.

In questi anni il titolo ha avuto forti oscillazioni arrivando anche a quotazioni di oltre 8 euro nel maggio 2006. Da qui è iniziata una tendenza al ribasso che ha portato il titolo a 0,640 euro, quotazione raggiunta il 5 dicembre del 2008. In meno di due anni AMPLIFON ha perso oltre il -92% della capitalizzazione in borsa. (Per recuperare una tale perdita il titolo deve guadagnare oltre il +900%!!!!!!)

Da allora ad oggi c’è stata una crescita costante ed il titolo ha chiuso lo scorso venerdì a 2,320 euro, con un aumento, in cinque mesi, del +262,50%. Il grafico rende meglio l’idea delle tendenze rilevate sul titolo AMPLIFON in questi ultimi due anni.

E’ buona regola in borsa seguire la tendenza primaria in corso e non operare mai in controtendenza.

venerdì 15 maggio 2009

Borsa. Lungo termine e breve termine

“Il lungo termine contrapposto al breve termine è un argomento usato dai perdenti” da un’intervista a Lawrence Adler – fondatore del Fire & All Risk Insurance, Financial Times, 11 Gennaio 1988.

Sull'investimento per il lungo termine, soprattutto in borsa, e sui mercati finanziari in generale, come non condividere questo pensiero ....