E’ stato presentato recentemente a Roma il nuovo film di Oliver Stone: “Wall Street: il denaro non dorme mai”. Il protagonista è sempre Gordon Gekko, interpretato da Michael Douglas, già protagonista del primo Wall Street, 23 anni fa, allora insieme a Charlie Sheen.
Dopo 18 anni di reclusione per i fatti accaduti nel primo film Gordon Gekko viene rimesso in libertà avendo terminato di scontare la sua pena detentiva. Appena libero tenta di mettere in guardia il mondo finanziario dell'imminente crack che colpirà a breve l’economia americana ma nessuno vuole ascoltarlo a causa dei suoi problemi passati. Gekko decide di tentare di riallacciare i rapporti con la figlia Winnie (Shia Labeouf) con cui non parla da anni perché la ragazza lo ritiene responsabile del suicidio del fratello Rudy. Per fare presa sulla figlia Gekko sceglie di aiutare Jacob il fidanzato di Winnie un giovane trader di Wall Street.
giovedì 14 ottobre 2010
venerdì 8 ottobre 2010
Seguire la tendenza. Titolo TOD'S
Esistono le tendenze in borsa? Certo che esistono. Questo è l’andamento del titolo TOD’S, società del Gruppo Della Valle, negli ultimi 9 anni. Dai 51 euro del marzo 2002, ad aprile 2003, dopo solo un anno, il titolo perde circa il -54% del suo valore, raggiungendo i 23 euro. Poi inizia una fortissima tendenza al rialzo che porta TOD’S, nei quattro anni successivi, ad arrivare a 70 euro (Maggio 2007). Dai minimi di aprile 2003 la crescita è quindi del +200%. Poi una lunga discesa fino ai 26,170 euro del Gennaio 2009 (-67%) e da li una forte risalita fino alle quotazioni di oggi. Ieri TOD’S ha chiuso a 69,970 euro con una crescita di +167% in un anno e mezzo.
mercoledì 8 settembre 2010
Borsa italiana. OPA Swisscom su Fastweb
E’ notizia di oggi che la multinazionale svizzera della telefonia SWISSCOM ha comunicato un’offerta pubblica di acquisto residuale su FASTWEB che quindi dirà addio alla Borsa Italiana dopo una storia con poche luci e molte ombre. L’offerta di SWISSCOM è di 18 euro per azione e l'obiettivo è quello di revocare la quotazione dei titoli alla Borsa Italiana. Oggi FASTWEB si è immediatamente allineata al prezzo dell’OPA con un balzo consistente del (+34%) ma per chi in passato ha creduto in FASTWEB come investimento di lungo termine l‘avventura si è chiusa con forti perdite. E per SWISSCOM non é andata molto meglio.
lunedì 9 agosto 2010
Buon Ferragosto
Lo staff di TagliareLePerdite porge i migliori auguri di Buon Ferragosto a tutti i suoi lettori
mercoledì 28 luglio 2010
Borsa Italiana e Campionato di calcio
Si è tenuto stasera il sorteggio del campionato italiano di calcio – Serie A presso la sede della Borsa Italiana a Milano – Palazzo Mezzanotte.
Questi sono gli incontri previsti per la 1. giornata, domenica 29 agosto 2010:
Bari-Juventus;
Chievo-Catania;
Milan-Lecce;
Parma-Brescia;
Roma-Cesena;
Sampdoria-Lazio;
Udinese-Genoa;
Palermo-Cagliari;
Bologna-Inter;
Fiorentina-Napoli
Questi sono gli incontri previsti per la 1. giornata, domenica 29 agosto 2010:
Bari-Juventus;
Chievo-Catania;
Milan-Lecce;
Parma-Brescia;
Roma-Cesena;
Sampdoria-Lazio;
Udinese-Genoa;
Palermo-Cagliari;
Bologna-Inter;
Fiorentina-Napoli
venerdì 23 luglio 2010
L'errore più grave in borsa
"L'errore più grave per chi investe in borsa é non sapere cosa si sta facendo. Questa considerazione, che può sembrare banale, viene spesso pagata a carissimo prezzo per i propri risparmi e a volte anche per la tranquillità personale" (Anonimo trader)
martedì 20 luglio 2010
Investimenti in borsa. Fare media al ribasso
Alcuni investitori, quando iniziano a perdere, fanno media al ribasso acquistando, dopo la prima operazione, una seconda quantità di titoli azionari ad un prezzo più basso rispetto a quello con cui avevano acquistato la prima tranche di investimento. Pensano che comunque, facendo media dei prezzi, il prezzo di carico medio globale sia più basso e quindi è più facile recuperare la perdita.
Questo ragionamento però è valido solo se il titolo sale. Al contrario se invece il titolo scende si hanno due operazioni in netta perdita. La prima in pesante perdita e la seconda comunque in perdita.
L’obiettivo deve essere sempre quello di tagliare le perdite ma il parco buoi proprio non ci sente.
Questo ragionamento però è valido solo se il titolo sale. Al contrario se invece il titolo scende si hanno due operazioni in netta perdita. La prima in pesante perdita e la seconda comunque in perdita.
L’obiettivo deve essere sempre quello di tagliare le perdite ma il parco buoi proprio non ci sente.
lunedì 12 luglio 2010
Investo in quello che mangio e leggo
Quando Warren Buffett acquistò, per la sua holding Berkshire Hataway, circa 1 miliardo di dollari di azioni della THE COCA COLA COMPANY disse: “Investo in quello che mangio”.
L’amministratore di una famosa società di investimenti quando acquistò un grosso pacchetto di titoli MONDADORI, pagandolo circa 8 euro, parafrasando Buffett, disse: “Investo in quello che leggo”.
La differenza è che l’investimento di Buffett è in forte utile. MONDADORI invece attualmente quota circa 2,5 euro. La perdita per la società di investimenti è di oltre il -65%.
L’amministratore di una famosa società di investimenti quando acquistò un grosso pacchetto di titoli MONDADORI, pagandolo circa 8 euro, parafrasando Buffett, disse: “Investo in quello che leggo”.
La differenza è che l’investimento di Buffett è in forte utile. MONDADORI invece attualmente quota circa 2,5 euro. La perdita per la società di investimenti è di oltre il -65%.
mercoledì 7 luglio 2010
Ho acquistato TISCALI a 50 euro ...
D. "Ho acquistato TISCALI a 50 euro. Sto perdendo oltre il -90%. Cosa devo fare?"
R. "Non stai perdendo il -90% ma il -99,8%. Per ritornare al prezzo di acquisto TISCALI dovrà crescere di oltre 900%. Dimenticati questa operazione e la prossima volta ricordati di tagliare le perdite"
R. "Non stai perdendo il -90% ma il -99,8%. Per ritornare al prezzo di acquisto TISCALI dovrà crescere di oltre 900%. Dimenticati questa operazione e la prossima volta ricordati di tagliare le perdite"
mercoledì 30 giugno 2010
Warren Buffett sulla diversificazione
"Si compra due di tutto, e alla fine il portafoglio diventa uno zoo". Warren Buffett
giovedì 24 giugno 2010
IPO SARAS. Chiusa l’inchiesta
Il Pubblico Ministero presso il Tribunale di Milano Luigi Orsi ha chiuso l'inchiesta sulle quotazione in Borsa (IPO) di SARAS, la società petrolifera della famiglia Moratti. Nell’inchiesta risultano indagati per falso in prospetto informativo e aggiotaggio nove banchieri di alcune banche di affari che operarono come advisor quali JP Morgan, Morgan Stanley e Caboto.
La Procura di Milano imputa agli esponenti delle tre banche di affari:
a) L'intenzione di ingannare i destinatari del prospetto informativo per l'ammissione della quotazione alla Borsa Italiana di SARAS.
b) L’indicazione di "false informazioni" e l’occultamento di "dati e notizie in modo idoneo a indurre in errore" i potenziali investitori.
Il motivo principale delle Banche di Affari è che esse avrebbero operato "allo scopo di conseguire e far conseguire un ingente profitto" sia a loro stessi che a Gian Marco e Massimo Moratti (l’IPO SARAS incassò nel 2006 5.710 milioni di euro)
SARAS fu collocata alla Borsa Italiana nel maggio 2006 a un prezzo fissato a 6 euro per azione. Il prezzo del titolo SARAS è arrivato al livello di 1,772 euro, chiusura del 23 giugno 2010.
La perdita per un piccolo azionista SARAS, inclusi i dividendi incassati, dal momento dell’IPO è di oltre il -60%.
In un'intervista del maggio 2009, Angelo Moratti, Vice Presidente SARAS sosteneva che l'IPO era stata fatta per "dare nuovi stimoli al management".
La Procura di Milano imputa agli esponenti delle tre banche di affari:
a) L'intenzione di ingannare i destinatari del prospetto informativo per l'ammissione della quotazione alla Borsa Italiana di SARAS.
b) L’indicazione di "false informazioni" e l’occultamento di "dati e notizie in modo idoneo a indurre in errore" i potenziali investitori.
Il motivo principale delle Banche di Affari è che esse avrebbero operato "allo scopo di conseguire e far conseguire un ingente profitto" sia a loro stessi che a Gian Marco e Massimo Moratti (l’IPO SARAS incassò nel 2006 5.710 milioni di euro)
SARAS fu collocata alla Borsa Italiana nel maggio 2006 a un prezzo fissato a 6 euro per azione. Il prezzo del titolo SARAS è arrivato al livello di 1,772 euro, chiusura del 23 giugno 2010.
La perdita per un piccolo azionista SARAS, inclusi i dividendi incassati, dal momento dell’IPO è di oltre il -60%.
In un'intervista del maggio 2009, Angelo Moratti, Vice Presidente SARAS sosteneva che l'IPO era stata fatta per "dare nuovi stimoli al management".
lunedì 21 giugno 2010
Il trend following per Bernard Baruch
"Be happy with a percentage of the move". E' una frase di Bernard Baruch, investitore e successivamente politico americano degli inizi del 1900 che riassume bene la filosofia del "trend following". E' impossibile acquistare sui minimi e vendere sui massimi, occorre accontentarsi di prenderi una parte dei guadagni della tendenza in corso.
venerdì 18 giugno 2010
Borsa. Position sizing e controllo del rischio
Sempre parlando di “losing streak”, abbiamo visto come molti trader diminuiscano la dimensione delle loro posizioni per diminuire il rischio reale del loro portafoglio. Una delle tecniche più utilizzate è quella di aumentare il numero delle posizioni aperte, diminuendone allo stesso tempo la dimensione. Un esempio pratico:
Supponiamo che si abbia un capitale iniziale di 100.000,00 euro e che un trader voglia rischiare al massimo, per ogni operazione il 10% del proprio capitale (rischio massimo potenziale). In questo modo si potranno aprire al massimo (100 /10 = 10) 10 posizioni ognuna di 10.000,00 euro. Il rischio massimo potenziale è quello di perdere 10.000,00 per ognuna delle potenziali 10 posizioni. Ovviamente il rischio massimo potenziale è la massima perdita potenziale relativa a quella singola posizione. La perdita reale corrisponde allo stop loss e deve essere molto inferiore a questa percentuale ma la storia insegna, specialmente per chi opera con i futures, che a volte, la perdita reale corrisponde al rischio massimo potenziale.
Se un’operazione si chiude in perdita si diminuisce il rischio massimo potenziale passando dal 10% al 9% del proprio capitale. Il numero delle operazioni aperte passerà da 10 a 11 (100 / 9 = 11,11) e l’ammontare della dimensione sarà determinato dalla formula ((capitale iniziale – perdita reale) / numero posizioni aperte). Ipotizziamo di aver posizionato uno stop loss del -7%. Sulla posizione aperta la perdita reale sarebbe di 700,00 euro (10.000,00 * -7% = -700,00). Il nuovo capitale iniziale sarebbe quindi di 100.000,00 – 700,00 = 99.300,00 e la dimensione dell’operazione successiva sarebbe la seguente: 99.300,00 / 11 = 9.027,00 euro. Il rischio massimo potenziale passa da 10.000,00 a 9.027,00 euro per ognuna delle potenziali 11 posizioni. Se anche questa operazione termina in perdita si passa dal 9% all'8% e così via.
Questo è un modo semplice ed efficace per preservare il capitale e soprattutto controllare il rischio reale di portafoglio.
Supponiamo che si abbia un capitale iniziale di 100.000,00 euro e che un trader voglia rischiare al massimo, per ogni operazione il 10% del proprio capitale (rischio massimo potenziale). In questo modo si potranno aprire al massimo (100 /10 = 10) 10 posizioni ognuna di 10.000,00 euro. Il rischio massimo potenziale è quello di perdere 10.000,00 per ognuna delle potenziali 10 posizioni. Ovviamente il rischio massimo potenziale è la massima perdita potenziale relativa a quella singola posizione. La perdita reale corrisponde allo stop loss e deve essere molto inferiore a questa percentuale ma la storia insegna, specialmente per chi opera con i futures, che a volte, la perdita reale corrisponde al rischio massimo potenziale.
Se un’operazione si chiude in perdita si diminuisce il rischio massimo potenziale passando dal 10% al 9% del proprio capitale. Il numero delle operazioni aperte passerà da 10 a 11 (100 / 9 = 11,11) e l’ammontare della dimensione sarà determinato dalla formula ((capitale iniziale – perdita reale) / numero posizioni aperte). Ipotizziamo di aver posizionato uno stop loss del -7%. Sulla posizione aperta la perdita reale sarebbe di 700,00 euro (10.000,00 * -7% = -700,00). Il nuovo capitale iniziale sarebbe quindi di 100.000,00 – 700,00 = 99.300,00 e la dimensione dell’operazione successiva sarebbe la seguente: 99.300,00 / 11 = 9.027,00 euro. Il rischio massimo potenziale passa da 10.000,00 a 9.027,00 euro per ognuna delle potenziali 11 posizioni. Se anche questa operazione termina in perdita si passa dal 9% all'8% e così via.
Questo è un modo semplice ed efficace per preservare il capitale e soprattutto controllare il rischio reale di portafoglio.
mercoledì 16 giugno 2010
Borsa. L'aspetto psicologico durante le serie negative
In borsa quando si è nel bel mezzo di una serie di operazioni che si chiudono con una perdita (“losing streak”), la capacità di analizzare i dati del mercato azionario è fortemente influenzata dal fattore “perdita di fiducia”, che è l’effetto principale della serie negativa. Occorre essere molto lucidi e soprattutto lavorare duramente per ristabilire la fiducia nel proprio sistema di trading, e la diminuzione della dimensione delle posizioni aperte aiuta a raggiungere questo obiettivo.
martedì 15 giugno 2010
Borsa. Investimenti di lungo termine: FONDIARIA-SAI
Un gestore di fondi di investimento, in diverse occasioni, ha dichiarato in particolare la sua predilezione per gli investimenti di lungo termine sulle società assicurative ed in particolare per FONDIARIA-SAI. Questo professionista ha questo titolo in portafoglio da circa 8 anni acquistato a circa 19,00 euro.
A marzo del 2002 FONDIARIA-SAI quotava 19,45 euro. Il 12 marzo 2003 (Punto A) raggiunge 8,900 euro. In un solo anno un tracollo di oltre il -54%. Poi una salita inarrestabile fino a 40,000 euro (2 maggio 2007) con un guadagno impressionante del +350% (Punto B).
Da qui una discesa inarrestabile (Punto C) fino al livello di 8,150 euro (13 marzo 2009). Dai massimi del maggio 2007 una perdita del -80%. Poi una piccola ripresa e di nuovo un crollo a 7,645 euro (Punto D). Ieri FONDIARIA-SAI ha chiuso a 8,425 euro.
La perdita per il gestore di fondi è del -56%. Dopo questi numeri impietosi c’è spesso lo scatto d’orgoglio. “Si però ho incassato i dividendi”.
Dal 2002 al 2010 FONDIARIA-SAI ha distribuito dividendi per 5,960 euro. La perdita si riduce dal -57% al -26%.
Nonostante questi numeri il gestore di fondi è convinto di aver fatto "un ottimo investimento di lungo termine".
A marzo del 2002 FONDIARIA-SAI quotava 19,45 euro. Il 12 marzo 2003 (Punto A) raggiunge 8,900 euro. In un solo anno un tracollo di oltre il -54%. Poi una salita inarrestabile fino a 40,000 euro (2 maggio 2007) con un guadagno impressionante del +350% (Punto B).
Da qui una discesa inarrestabile (Punto C) fino al livello di 8,150 euro (13 marzo 2009). Dai massimi del maggio 2007 una perdita del -80%. Poi una piccola ripresa e di nuovo un crollo a 7,645 euro (Punto D). Ieri FONDIARIA-SAI ha chiuso a 8,425 euro.
La perdita per il gestore di fondi è del -56%. Dopo questi numeri impietosi c’è spesso lo scatto d’orgoglio. “Si però ho incassato i dividendi”.
Dal 2002 al 2010 FONDIARIA-SAI ha distribuito dividendi per 5,960 euro. La perdita si riduce dal -57% al -26%.
Nonostante questi numeri il gestore di fondi è convinto di aver fatto "un ottimo investimento di lungo termine".
lunedì 14 giugno 2010
Borsa. L'esperienza nel trading
Quanto conta l’esperienza nel trading? Tantissimo. I trader più esperti sono quelli che resistono meglio ai sussulti dei mercati finanziari. Quelli giovani spesso vengono spazzati via dal mercato per eccesso di dimensionamento delle posizioni aperte. Seguire l'esperienza può farti sbagliare di tanto in tanto, ma quando si sbaglia e quindi si subisce una perdita, non ci si fa male. Gli errori più gravi sono commessi dai trader giovani. Non seguire l’esperienza sui mercati finanziari è veramente un errore imperdonabile.
giovedì 10 giugno 2010
Come reagisci a delle perdite in serie?
Come reagisci a delle perdite in serie?
Riduco la posizione. Se va davvero male, mi fermo e esco.
Tratto da un'intervista a Richard Dennis contenuta in "Market Wizard"
Riduco la posizione. Se va davvero male, mi fermo e esco.
Tratto da un'intervista a Richard Dennis contenuta in "Market Wizard"
mercoledì 9 giugno 2010
Borsa. Come gestire una serie negativa?
I professionisti della borsa sanno che le “losing streak” fanno parte del lavoro. Sono esistite ed esisteranno sempre. Ma come gestire una serie di operazioni di borsa che si chiudono in perdita? Si possono fare quattro ipotesi:
a) Aumentare la dimensione delle posizioni
b) Lasciare invariata la dimensione delle posizioni
c) Diminuire la dimensione delle posizioni
d) Smettere di operare e lasciare che i mercati si riassestino
Se un investitore che viene da una serie negativa decide di aumentare la dimensione delle posizioni azionarie per rifarsi delle perdite pregresse e la serie negativa prosegue è molto facile che finisca con perdite disastrose in borsa. Questo succede molto più spesso di quanto si voglia pensare. E’ la stessa logica delle persone che giocano al Lotto e alzano continuamente la posta.
Al contrario se un investitore che viene da una serie negativa decide di diminuire la dimensione delle posizioni azionarie e la serie negativa prosegue avrà ancora delle perdite ma saranno perdite accettabili che gli consentiranno comunque di preservare il capitale.
I trader professionisti di successo utilizzano questa ultima opzione (ipotesi c) oppure smettono del tutto di operare (ipotesi d) finché sui mercati non si verificano le condizioni per operare di nuovo. La maggior parte delle persone che conosco opta invece per l’ipotesi a) o quella b). Il risultato è spesso il disastro finanziario.
a) Aumentare la dimensione delle posizioni
b) Lasciare invariata la dimensione delle posizioni
c) Diminuire la dimensione delle posizioni
d) Smettere di operare e lasciare che i mercati si riassestino
Se un investitore che viene da una serie negativa decide di aumentare la dimensione delle posizioni azionarie per rifarsi delle perdite pregresse e la serie negativa prosegue è molto facile che finisca con perdite disastrose in borsa. Questo succede molto più spesso di quanto si voglia pensare. E’ la stessa logica delle persone che giocano al Lotto e alzano continuamente la posta.
Al contrario se un investitore che viene da una serie negativa decide di diminuire la dimensione delle posizioni azionarie e la serie negativa prosegue avrà ancora delle perdite ma saranno perdite accettabili che gli consentiranno comunque di preservare il capitale.
I trader professionisti di successo utilizzano questa ultima opzione (ipotesi c) oppure smettono del tutto di operare (ipotesi d) finché sui mercati non si verificano le condizioni per operare di nuovo. La maggior parte delle persone che conosco opta invece per l’ipotesi a) o quella b). Il risultato è spesso il disastro finanziario.
martedì 8 giugno 2010
Non c'é nulla di nuovo in borsa
"Un'altra lezione che ho imparato è che non c'è nulla di nuovo in borsa. Non ci può essere perchè la speculazione è vecchia come le colline. Ciò che accade sul mercato oggi è accaduto prima ed accadrà ancora"
Il brano é tratto da "Reminiscences of a Stock Operator", libro intervista di Edwin LeFèvre a Jesse Livermore. The Sun Dial Press, Inc. Garden City, New York, Copyright 1923 by George Doran Company.
Il brano é tratto da "Reminiscences of a Stock Operator", libro intervista di Edwin LeFèvre a Jesse Livermore. The Sun Dial Press, Inc. Garden City, New York, Copyright 1923 by George Doran Company.
lunedì 7 giugno 2010
Il bilancio della “nuova” Alitalia
Il primo anno della “nuova” ALITALIA é peggiore delle previsioni del suo AD Rocco Sabelli e fa riscontrare una perdita netta di 326 milioni di euro su un fatturato di 2.921 mln. La compagnia parla di perdite concentrate nel primo semestre e di "sostanziale pareggio" nel secondo. L’utile operativo è di 274 milioni di euro ma si prevede un pareggio operativo nell’esercizio 2011. Lo scenario di mercato é definito "critico" e di "grande difficoltà" per il 2010. L’indebitamento finanziario netto è molto elevato e pari a 799 milioni di euro al 31 dicembre 2009.
Per fortuna che la “nuova” ALITALIA non è quotata alla borsa italiana perché gli azionisti ed obbligazionisti della "vecchia" ALITALIA hanno già dato ...
Per fortuna che la “nuova” ALITALIA non è quotata alla borsa italiana perché gli azionisti ed obbligazionisti della "vecchia" ALITALIA hanno già dato ...
Iscriviti a:
Post (Atom)
